giovedì 2 luglio 2015

quanti giorni al mese deve lavorare la badante?

Dipende dal contratto che ogni badante fissa con il proprio datore di lavoro. Non si dovrebbe parlare di giorni di lavoro ma di ore settimanali. Poniamo 54 ore settimanali. In quel caso la badante è tenuta a lavorare 10 ore effettive ogni giorno (divise in due per poter dare una pausa di due ore) per 5 giorni e 4 ore il sesto giorno. Che poi il mese abbia 4 settimane o ne abbia 4 e tre giorni non ha nessuna importanza ai fini della busta paga che sarà sempre la stessa. 950 euro circa mese.  

chi mi da la tessera sanitaria?

Per una badante straniera prima occorre un lavoro (datore di lavoro), poi una residenza (in Comune), poi l'eventuale permesso di soggiorno (SUI-sportello unico immigrazione, se la badante è extra UE unione eeuropea), quindi l'attribuzione del codice fiscale (Agenzia delle entrate) e alla fine la "Tessera sanitaria" (ASL dove poi si sceglie anche il proprio medico di base). La tessera sanitaria scade con la scadenza del permesso di soggiorno e quindi va rinnovata appena si torna ad avere un nuovo e regolare permesso di soggiorno.

una volta fatta la residenza nessuno ti può cacciare?

La residenza è una condizione che stabilisce solo dove si risiede abitualmente. Con una residenza fissa il comune può stampare la carta d'identità. Il documento serve allo stato per identificare e sapere dove sono e quanti sono i cittadini sul terreno; è un documento pubblico. Nessuno può violare o imporre ad un privato di ospitare, o dare la residenza ma è corretto darla quando si ha una badante convivente. La residenza è accessoria al lavoro e non viceversa. Cioè la residenza è una conseguenza del lavoro di badante e non è il lavoro che esiste perchè c'è residenza. Finito il lavoro, finita la residenza perchè non c'è contratto d'affitto assieme al contratto di lavoro, e quindi nemmeno si può parlare di "sfratto" ma solo di chiusura del rapporto di lavoro e quindi fine della residenza.

Quanto TFR spetta a chi è assunto in nero?

Non esiste assunzione ... in nero e di conseguenza non esiste TFR. Non assumete in nero per evitarvi vertenze, ma anche pesanti sanzioni in caso di infortunio. Non accettate di essere assunte in nero per non perdervi l'assicurazione e le cure mediche, in malattia o in caso di infortunio. In "nero" non si esiste e non esiste contratto. In nero non ci sono ore libere, ferie, tredicesima, TFR e nemmeno indennità di disoccupazione in caso di licenziamento. Senza assunzione regolare (per chi ne ha necessità) non c'è nemmeno permesso di soggiorno, codice fiscale, carta d'identità e tessera sanitaria.

Se la badante chiede il ricongiungimento familiare ...

La badante come tutte le persone che abitano, lavorano, vivono all'estero può chiedere il ricongiungimento famigliare. Questa è una procedura fra un emigrante (privato) e lo stato (pubblico) che lo ospita. Nulla a che vedere con il lavoro o la famiglia dell'assistito (privato). Si presume che la badante abbia un luogo dove stabilire la propria residenza, con il resto della sua famiglia per la quale chiede il ricongiungimento. L'ospitalità o la residenza presso l'assistito hanno valore unicamente all'interno del rapporto di lavoro e non hanno nulla a che vedere con i famigliari attuali o futuri della badante. Vale anche per le persone in maternità e i figli che ne verranno.

mercoledì 1 luglio 2015

a che età si prende l'accompagnamento?

non c'è un'età come la pensione. L'accompagnamento si prende quando la persona ha bisogno d'essere accompagnata e seguita nelle normali funzioni della sua vita giornaliera. Cioè quando la persona da sola non riesce più ad essere autonomamente in grado di gestirsi. Incapacità  a muoversi, sordità, cecità, che non gli permettano di chiamare e rispondere al telefono in caso di bisogno, decadimento cognitivo che gli impedisca di vivere senza procurare danno a se e alle cose. Non esiste un'età. Per qualcuno può essere 90 anni per altri 30. Va presentata domanda all'INPS, attraverso un patronato su richiesta del medico di base.

come evitare ricatti dalla badante?

Fare le cose in regola. Fare riferimento al contratto nazionale per tutto quello non esplicitamente concordato, cercare di capire chi si assume e soprattutto mettere per iscritto tutte le regole extra contratto, le competenze e le mansioni, su un foglio allegato a parte al contratto, controfirmare tutto da datore di lavoro e badante. "Carta canta villan dorme". Non familiarizzare troppo con la dipendente ma mantenere separati e ben distinti i ruoli di datore di lavoro e di dipendente. Pagare sempre e solo con bonifico o assegno in modo che resti traccia di tutto. Far firmare sempre ogni concessione aggiunta: ferie , malattia, permessi

lunedì 29 giugno 2015

la badante con figli conviventi, come fare.


Quando si assume è bene verificare che la badante sia libera da impegni famigliari, cioè non abbia figli piccoli da seguire o da voler poi portare nella famiglia dell'anziano. Chi assume ha già un problema (seguire un anziano) è inutile si porti a casa altri problemi. Un lavoro non è un opera di beneficenza verso altri ma è un offerta di occupazione in cambio di una paga. Il problema è più grande se la badante ha figli molto piccoli. La badante, pensando sia un suo diritto, chiederà poi il ricongiungimento famigliare. Lo otterrà, ma questo non vuol dire che chi ha assunto una lavoratrice sia poi tenuto ad ospitare una famiglia. Ricongiungimento vuol dire solo che la famiglia si riunisce ma non ha alcuna relazione con il posto di lavoro.

chi può assumere la badante

Tutte le persone, che per grado di parentela sono tenute a dare assistenza all'anziano (nella buona e nella cattiva sorte), possono assumere la badante per la sua assistenza. Spesso il datore di lavoro è l'anziano stesso, ma per esempio, se ha una pensione minima e non presenta denuncia dei redditi è probabile che abbia un'IRPEF uguale a ZERO. In questo caso per poter portare in detrazione i contributi INPS della badante, e altre spese, conviene che un/a figlio/a o altri che hanno un reddito più consistente diventino i datori di lavoro.

la badante convivente può uscire?

La badante convivente, vive con l'assistito e quindi prende l'impegno, come convivente, di garantire anche una sua presenza pur non lavorando nelle ore di "non lavoro". Quindi lavorerà le ore fissate nel contratto che ha concordato con il suo datore di lavoro, e avrà due ore al giorno per uscire (se vuole) più una mezza giornata (12 ore, solitamente da mezzogiorno alle ore 24,00) in un giorno della settimana concordato nel contratto, più una giornata intera (24 ore) di riposo la Domenica (o altro giorno se le esigenze religiose della badante lo richiedono).