giovedì 28 luglio 2016

cos'è l'indennità sostitutiva vitto?

Il vitto e ciò che una persona mangia abitualmente. Il vitto (che il contratto badanti prevede per la persona assunta) è un pasto a mezzogiorno e un pasto alla sera. Non ci sono indicazioni specifiche per la colazione del mattino, quindi è a discrezione della famiglia concederla o meno. "L'indennità sostitutiva (del) vitto" è quella quota in denaro che sostituisce il pasto di mezzogiorno e della sera, quando la badante non mangia in casa (per esempio durante le ferie), ed è formata da una cifra in denaro per il pasto di mezzogiorno e una identica cifra per il pasto della sera. Questo denaro fa parte dello stipendio e vale per il conteggio della tredicesima, del TFR, dei contributi, delle ore straordinarie. La cifra viene continuamente aggiornata ed adeguata al costo della vita. Attualmente l'indennità pranzo vale 1,91 Euro , l'indennità cena vale la medesima cifra. Solitamente si parla di indennità vitto e alloggio. (1,91 pranzo + 1,91 cena + l'indennità alloggio 1,66 per un totale di 5,48 Euro a giorno per le badanti conviventi)

mercoledì 27 luglio 2016

Cosa succede se una badante in nero ruba?

Prendere una matita, un giornale ecc. non credo porti a nulla. Nessun datore di lavoro sporge denuncia perchè la badante prende un ricordino, non piace a nessuno essere derubati, anche in minima parte. Quando il datore di lavoro si accorge del furto, perde la fiducia nella persona assunta, anche se magari fa finta di niente, ma se il furto è importante o affettivo per il datore di lavoro, delle volte non basta il licenziamento, ma si passa anche alla denuncia. Che la badante sia regolarmente assunta o che sia in nero, il furto è un reato. Il fatto di essere assunte in nero, non salva dalla denuncia di furto, anche se la denuncia ha un risvolto negativo per il datore di lavoro, che deve giustificare la presenza di una persona in casa sua senza nessun titolo per esserci, non essendoci regolare contratto di lavoro o di affitto.

martedì 26 luglio 2016

La festa del patrono è giorno libero per la badante?

La festa del patrono e considerata quella che tutti festeggiano nel luogo di lavoro, quindi quella che ricorre nel luogo di residenza dell'assistito  (datore di lavoro). Una volta l'anno 24 ore consecutive (giorno intero come tutte le altre feste). In caso la festa capiti o si festeggi di Domenica, la giornata verrà pagata doppia (normalmente perchè i giorni di riposo vengono pagati come le ferie, doppia perchè verrebbe a mancare nei giorni di festa di diritto per la badante

sabato 23 luglio 2016

Posso fare una vertenza dopo 10 giorni di lavoro?

Dopo 10 giorni, mettersi a discutere con l'avvocato, vuol dire non essersi messi bene d'accordo da subito. In teoria si può fare una vertenza anche dopo un giorno di lavoro ma ha poco senso. Fare una vertenza costa, e anche se l'avvocato è di un'associazione, e non costa niente se si perde, costa il 10% circa se si vince. Poniamo che la vertenza frutti mille Euro, all'avvocato andranno 100 Euro che però si sarà mangiato in viaggi in tribunale e ore perse, quindi non ne varrà la pena. Le vertenze si fanno per gravi mancanze che possano fruttare parecchie migliaia di Euro.

venerdì 22 luglio 2016

La badante può essere mandata via di casa durante il periodo di prova?

Si! Il periodo di prova ha una durata massima di sette giorni, entro il quale, occorre decidere, se il rapporto di lavoro deve proseguire o è opportuno interromperlo per qualsiasi motivo. In questi sette giorni, sia l'assistito sia la badante, possono decidere, in qualsiasi momento, di interrompere il rapporto di lavoro senza obbligo di preavviso. Andranno comunque pagate tutte le spettanze relative ai giorni di effettivo lavoro (ferie, TFR, tredicesima ecc. in proporzione ai giorni lavorati). Dopo quei sette giorni, si intenderà assunta la badante. Il datore di lavoro o la badante, potranno comunque finire la loro collaborazione, rispettando però i tempi di preavviso (7 se la badante che si dimette, 15 se il datore di lavoro licenzia). Indipendentemente dal termine o meno del preavviso, il datore di lavoro, per sue esigenze, può comunque pretendere l'abbandono della casa e del lavoro immediato, pur pagando anche il preavviso non lavorato. Anche se pochi lo fanno per la burocrazia farraginosa, anche il periodo di prova andrebbe regolamentato con "assunzione in prova".

martedì 19 luglio 2016

La badante rinuncia alle ferie

Non va bene, non si può fare. Le ferie sono irrinunciabili e la badante è opportuno le faccia per la sua salute e perchè faccia bene con la persona che deve assistere. Al di là dei sentimentalismi, e del buon cuore, il rischio sarebbe di ritrovarsi una delle tante vertenze a fine rapporto di lavoro. Durante le ferie occorre prendere una sostituta e pagare le ferie alla badante titolare del lavoro. L'alternativa è usufruire dei servizi di un'agenzia che vi manderà durante le ferie una sostituta e pagherete solo chi lavora.

venerdì 29 aprile 2016

i figli sono obbligati ad assistere i genitori?

L'obbligo a carico dei figli, di sostegno morale e materiale (per genitori anziani e/o non autosufficienti) non è previsto dalla legge, o meglio, l'obbligo è a carico solo del coniuge (... nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non ci separi). Scatta però l'obbligo in caso di genitori indigenti. Se i genitori sono poveri i figli e altri parenti sono tenuti a corrispondere un "assegno alimentare di sostegno" (Art.433 del Codice civile).
La legge prevede che a questo assegno concorrano:

1) il coniuge;
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali”.



Se i figli sono più di uno, devono tutti concorrere alle prestazioni in proporzione alle rispettive condizioni economiche (Art. 441 C.c.), Questo è l'articolo più controverso e che genera sempre liti se i figli vogliono essere fiscali,
L'Art. 438 C.c. disciplina poi i presupposti e le condizioni essenziali per vedersi riconoscere questo diritto.
Per vedersi riconoscere l'assegno alimentare, talvolta il genitore deve ricorrere alle vie legali dove dovrà dimostrare di essere realmente povero e non in grado di sostenersi con un "lavoro". L'assegno poi dipende dalle necessità reali del genitore che lo chiede e dalle possibilità dei figli di pagarlo. Chi poi non paga  ma è tenuto a farlo, si vede applicate le sanzioni penali dell'Art. 570 del C.p.

sabato 16 aprile 2016

C'è differenza tra una badante extracomunitaria e una comunitaria?

Per la famiglia non c'è differenza nessun documento in più salvo una comunicazione alla prefettura e al comune dove viene svolto il lavoro (informazione di "ospitalità") poi è la badante extracomunitaria che provvede da sola a tenersi in regola. Il datore di lavoro deve accertarsi che la badante sia in regola con il permesso di soggiorno. Nessuna spesa in più per la famiglia salvo una clausola: "Nel caso la badante perda il permesso di soggiorno, per mancanza di lavoro o altri motivi, e nel caso remoto venga poi trovata dalle forze dell'ordine senza permesso di soggiorno, verrà rimpatriata dallo Stato Italiano, che per la spesa, si rivarrà sul datore dell'ultimo lavoro regolare.

venerdì 8 aprile 2016

mio papà vuole sposare la badante cosa posso fare?

Si può fare poco, anzi nulla, a meno che si riesca a dimostrare incapacità di intendere e volere. Indipendentemente dalle proprietà del "novello" sposo, sposarsi un'anziano è un'investimento. In Italia ogni anno si celebrano circa 3000 matrimoni tra badanti (donne) e anziani (maschi) tra i 70 e gli 85 anni. Quasi zero le nonne che sposano il badante. L'obbiettivo è la reversibilità della pensione, al di là delle eventuali proprietà accessorie. Essendo entrambe (badante e sposo anziano) persone adulte i "parenti" nonchè "ex eredi" lo vengono sempre a sapere dopo. L'Inps ha introdotto una norma detta "anti-badanti". La pensione di reversibilità viene tagliata in base alla differenza di età dei due "sposini" in funzione degli anni di matrimoni "consumati" ... anzi non consumati. Si perde il 10% per ogni anno che manca al raggiungimento del decimo anno di matrimonio, quando la differenza di età fra i due sposini supera i 20 anni.

giovedì 24 marzo 2016

il medico dice che sono dimagrito

"Mio padre dice che il medico gli ha chiesto se mangia".
Questa domanda non vuol dire nulla, è come chiedere "Come sta?"
Da valutare in quale contesto è stata fatta la domanda.
Queste situazioni capitano. Il medico difficilmente mette in dubbio l'operato dei figli (non conviene a nessuno), ma capita che l'anziano autosufficiente entri dal medico con una sua idea e qualsiasi cosa dica il medico ne esca con la sua convinzione rafforzata.